15 Marzo 2019 - VIII Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla

15 Marzo 2019 - VIII Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla

Il 15 Marzo è la Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla, dedicata alla sensibilizzazione, informazione, riflessione e prevenzione di anoressia, bulimia, binge eating disorder (BED) e di tutte le patologie legate ai disturbi del comportamento alimentare (DCA); quest’anno ricorrerà l’ottava edzione.
Il 15 marzo è il giorno di Giulia. Nasce così, infatti, questa giornata: per ricordare una ragazzina genovese di 17 anni che se n’è andata proprio quel giorno nel 2011, mentre era in lista d’attesa per essere ospitata in una struttura convenzionata. I genitori hanno fondato l’Associazione “Mi nutro di vita” e dato vita a questa giornata di commemorazione perché ci si mobiliti insieme per affrontare i disturbi alimentari: un evento per ricordare Giulia, per sostenere tutte le persone che soffrono di disturbi alimentari e che nasce con lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema che è ancora ignoto ai più, nonostante la pericolosa diffusione.

I disturbi del comportamento alimentare sono patologie complesse e molto diffuse che riguardano solo apparentemente un disagio del corpo e dell’alimentazione, ma che hanno a che fare con uno stato di malessere e difficoltà interiore che può trovare le sue vie di rappresentazione attraverso una fissazione con il cibo e con il corpo, con conseguenze anche importanti sul piano fisico e mentale.

Colpiscono con più frequenza le giovani donne ma sono in aumento i casi tra gli uomini e quelli in cui un disordine alimentare si manifesta in eta’ adulta, spesso in coincidenza di momenti di difficoltà o di cambiamenti importanti. L’età di esordio si è abbassata e non è raro ormai trovare forme di disturbi del comportamento alimentare anche tra bambini e pre-adolescenti.
Le problematiche legate al disagio alimentare sono molteplici, non facilmente classificabili e molto soggettive: il peso non è un marcatore clinico imprescindibile perché anche persone di peso corporeo normale possono essere affette dalla patologia. Per questo motivo è sempre consigliabile cercare di capire con un esperto la situazione clinica e le modalita’ per affrontarla. Il Ministero della Sanità e le Linee Guida nazionali ed internazionali indicano l’approccio multidisciplinare integrato come necessario per la cura dei disturbi del comportamento alimentare.
“Il sentimento più forte che provano sia le persone direttamente colpite dai DCA sia i loro congiunti (che vivono una tragedia parallela) è quello della solitudine – racconta Stefano Tavilla, Presidente dell’Associazione “Mi nutro di vita” e padre di Giulia – è un sentimento che ti pervade quando ti svegli alla mattina, e vorresti parlarne con qualcuno. E non sai a chi rivolgerti, perché chi non l’ha vissuto non può capirti. Si viene a creare un alone di silenzio che tende a mantenere nascosto il problema”. 

Purtroppo da allora la situazione sanitaria su queste patologie non è migliorata più di di tanto: in Italia ci sono pochissime strutture pubbliche specializzate e si stima che siano oltre tre milioni le persone che convivono con un disturbo del comportamento alimentare; fra questi 2,3 milioni sono adolescenti.

Nel 2016 le vittime sono state 3.360, secondo i dati delle dimissioni (dati sdo) ospedaliere; si tratta di cifra in difetto poiché i decessi dovuti a disturbi alimentari si presentano spesso sotto altra specie, per lo più arresti cardiaci. I disturbi del comportamento alimentare rappresentano la seconda causa di morte nella popolazione femminile in adolescenza, dopo gli incidenti stradali. (fonte: Commissione Igiene e Sanità Senato –23 ottobre 2018)

La giornata nazionale del FIOCCHETTO LILLA è caratterizzata da tanti eventi organizzati in tutta Italia per condividere questo problema, per dire che si può vincere contro questa malattia, che conoscere il disturbo alimentare vuol dire riconoscerne i sintomi ed essere quindi in grado di combatterli e sconfiggerli.
Di questi temi non si parla mai abbastanza: è importante far conoscere la realtà della malattia, promuoverne la diagnosi precoce, porre in contatto chi soffre con chi può aiutarlo e credere nella possibilità di guarigione.
Un fiocchetto lilla per legare alla vita ragazze e ragazzi con l’incubo del cibo e del corpo, un simbolo della delicata fragilità di questa condizione.