Affrontare il lutto: cosa succede dopo una perdita e quando chiedere aiuto

Oggi, 2 novembre, in molte famiglie si ricordano le persone che non ci sono più. Per qualcuno è una ricorrenza come tante. Per chi ha perso una persona cara, anche da poco, può essere invece una giornata pesante, in cui la mancanza si sente di più. Per questo ho scelto proprio oggi per parlare di come affrontare il lutto: cosa succede dopo una perdita, quando il dolore segue il suo corso e quando può essere utile chiedere un aiuto.

Il lutto è una risposta normale alla perdita

Il lutto non è una malattia. È il modo in cui la mente e il corpo reagiscono alla perdita di una persona importante. Fa male perché quel legame era importante, e il legame non sparisce con la morte: cambia forma.

Chi soffre dopo una perdita spesso si chiede se quello che prova è “normale”. Nella maggior parte dei casi la risposta è sì. Affrontare il lutto vuol dire prima di tutto concedersi di sentire quello che si sente, senza giudicarlo.

Cosa si può provare

Le reazioni sono tante e cambiano da persona a persona. Tra le più comuni:

  • tristezza e senso di vuoto;
  • incredulità, soprattutto nei primi tempi, come se la notizia non fosse ancora vera;
  • rabbia verso la situazione, verso gli altri, a volte anche verso la persona che se n’è andata;
  • senso di colpa per qualcosa che si è detto o non detto, fatto o non fatto;
  • difficoltà a concentrarsi, stanchezza, sonno disturbato, poco appetito.

Può esserci anche sollievo, per esempio dopo una lunga malattia. Non è mancanza di affetto: è la fine di una fatica che durava da tempo. Anche questo fa parte del modo di affrontare il lutto, e non c’è nulla di cui vergognarsi.

Non ci sono fasi da rispettare

Molti conoscono le “cinque fasi” del lutto. È un modello noto, ma nella realtà il dolore raramente segue un ordine preciso. Si va avanti e indietro, ci sono giorni migliori e giorni in cui sembra di essere tornati all’inizio.

Per questo trovo più utile la lettura dello psicologo William Worden, che parla di compiti del lutto più che di fasi. Non sono tappe da superare in fretta, ma lavori che ciascuno svolge con i suoi tempi:

  1. accettare la realtà della perdita, non solo con la testa ma anche con le emozioni;
  2. attraversare il dolore, invece di evitarlo;
  3. adattarsi a una vita in cui quella persona non c’è più, anche nelle cose pratiche;
  4. trovare un posto per quella persona dentro di sé, continuando a vivere.

Affrontare il lutto, in questa prospettiva, non significa dimenticare. Significa trovare un modo di portare con sé il legame e, allo stesso tempo, tornare piano piano alla propria vita.

Come affrontare il lutto nella vita di tutti i giorni

Non esiste un modo giusto valido per tutti. Ci sono però alcune attenzioni che spesso aiutano.

Lasciare spazio al dolore, e anche alla giornata

Nel lutto si oscilla tra due movimenti: stare con la perdita (piangere, ricordare, guardare le foto) e occuparsi della vita che continua (il lavoro, la casa, le persone). Servono entrambi. Chi resta solo nel primo rischia di chiudersi; chi resta solo nel secondo rischia di rimandare un dolore che poi torna.

Un piccolo esercizio: durante la settimana prova a darti un momento dedicato al ricordo, per esempio una sera, in un luogo tranquillo. Fuori da quel momento, quando arriva il pensiero, puoi riconoscerlo e dirti che avrà il suo spazio. Non serve a scacciarlo, ma a non esserne sopraffatto mentre fai altro.

Parlarne con chi sa ascoltare

Dopo le prime settimane, spesso le persone intorno smettono di chiedere. E chi è in lutto a volte smette di parlarne per non pesare sugli altri. Cerca almeno una persona con cui poter nominare chi non c’è più, senza dover sembrare “a posto”.

Prenderti cura del corpo

Mangiare con regolarità, muoversi un po’, tenere orari di sonno abbastanza stabili. Sono cose semplici, ma nel lutto si tende a trascurarle, e la stanchezza rende tutto più pesante.

Non darti scadenze

Frasi come “dovresti averlo superato” o “ormai è passato un anno” possono far sentire sbagliati. Ognuno ha i suoi tempi per affrontare il lutto. Le ricorrenze, come quella di oggi, possono riaprire il dolore anche dopo molto tempo: è normale.

Non solo la morte: altri tipi di lutto

Quando si parla di lutto si pensa alla morte di una persona cara. Ma il dolore per una perdita può arrivare anche in altre situazioni: la fine di una relazione o di un fidanzamento, un’amicizia che si interrompe, un trasferimento che ci allontana da persone e luoghi importanti.

Spesso questi dolori vengono sminuiti, da chi ci sta intorno e a volte anche da noi stessi: “non è morto nessuno”. Eppure le reazioni possono essere simili, con tristezza, rabbia, senso di colpa e fatica a riprendere la propria vita. Anche in questi casi affrontare il lutto vuol dire darsi il permesso di soffrire per qualcosa che era importante.

Alla fine di una relazione e di un’amicizia dedicherò l’articolo di lunedì prossimo.

Il senso di colpa: un pensiero che torna spesso

“Se me ne fossi accorto prima”, “Avrei dovuto stargli più vicino”. Il senso di colpa è una delle reazioni più faticose quando si deve affrontare il lutto.

Nella terapia cognitivo-comportamentale lavoriamo su questi pensieri non per dire che “non contano”, ma per guardarli con più equilibrio. Spesso giudichiamo le scelte di allora con informazioni che abbiamo solo adesso.

Nel mio lavoro uso anche il modello LIBET (Life themes and plans Implications of biased Beliefs: Elicitation and Treatment). Aiuta a capire perché alcune frasi colpiscono così forte: toccano sensibilità che abbiamo tutti, come il timore di non essere stati abbastanza per chi amavamo.

Quando affrontare il lutto da soli diventa troppo

Per molte persone il dolore, pur restando, col tempo diventa meno acuto e lascia spazio alla vita. A volte però resta bloccato. In questi casi si parla di lutto prolungato, una condizione oggi riconosciuta anche dal DSM-5-TR, il manuale diagnostico dei disturbi mentali.

Può essere utile chiedere aiuto quando:

  • dopo molti mesi il dolore è intenso come nei primi giorni;
  • non riesci più a lavorare, a uscire, a occuparti delle cose di ogni giorno;
  • eviti tutto ciò che ricorda quella persona, oppure non riesci a pensare ad altro;
  • il senso di colpa o la rabbia non ti lasciano;
  • la vita ti sembra senza senso senza di lei.

Se ti capita di pensare che non valga più la pena vivere, parlane subito con il tuo medico o con uno specialista; in caso di urgenza chiama il 112.

Chiedere aiuto non vuol dire non saper affrontare il lutto. Vuol dire che, in questo momento, da solo è troppo pesante. Se hai dubbi, qui trovi qualche indicazione su quando andare dallo psicologo.

Come lavoro con chi deve affrontare il lutto

In studio partiamo da quello che stai vivendo adesso: cosa ti pesa di più, quali momenti della giornata sono più difficili, cosa hai smesso di fare. Non c’è un percorso uguale per tutti.

Con la terapia cognitivo-comportamentale lavoriamo insieme sui pensieri che rendono il dolore più difficile da portare, sulle cose che hai cominciato a evitare e su come riprendere, un passo alla volta, le attività e le relazioni che contano per te. Senza fretta, e senza chiederti di “andare avanti” prima di essere pronto.

Se vuoi sapere cosa succede al primo incontro, ne ho parlato nell’articolo sul primo colloquio con lo psicoterapeuta. Altre informazioni le trovi nella pagina dedicata all’elaborazione del lutto. A volte il lutto si intreccia con una depressione: in quel caso può esserti utile la pagina sulla cura della depressione.

Se vuoi approfondire come la terapia cognitivo-comportamentale può aiutarti ad affrontare il lutto, contattami per un primo colloquio. Ricevo nel mio studio a Rimini centro e online.

Vuoi saperne di più su di me e sul mio approccio? Visita la pagina Chi sono.

Dott.ssa Anna Fontemaggi
Psicologa Psicoterapeuta
Rimini

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Sono la Dott.ssa Anna Fontemaggi. Sociologa, Psicologa Clinica, Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale, svolgo la mia attività di Psicologa a Rimini presso il mio studio in Vicolo San Gregorio, 1 dove seguo adolescenti, adulti e coppie. Sono specializzata in Terapia Cognitivo-Comportamentale e aiuto le persone a superare ansia, attacchi di panico, depressione e disturbi alimentari. 📞 Telefono: +39 389 633 8689 📧 Email: info@annafontemaggi.it 📍 Studio: Vicolo San Gregorio, 1 – Rimini Centro
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Anna Fontemaggi- Psicologa
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